Registrati | Scrivi | Rss

Cerca nel sito
15/6/2009

I pendolari e Milano lontana. Si rompono quattro treni al giorno
di Gianni Santucci - da Corriere della Sera


In que­sta stazione non si vendono biglietti. Non c'è un ad­detto delle ferrovie, né una macchina self service. Avendolo comprato prima, il biglietto comunque non si può timbrare: l'obliteratrice è fuori uso. Per ripararsi dal sole, c'è una sala d'aspetto imbrattata di scritte, con una pozza di orina rappresa in un an­golo. Bagni ce ne sarebbero, due. Ma le porte sono sbarrate. Dalla fessura si intravedono due «turche» incrostate e coperte di immondizia. San Zenone al Lambro, 25 chilometri a Sud della Milano dell'Expo, è la più desolata tra le 409 stazioni della Lombardia. È anche un tempio, dedicato alla vita amara dei pen­dolari. Un esercito di 500mila viaggiatori che si spo­sta ogni giorno nella regione. Quelli dei vagoni spor­chi. Dei ritardi. Delle soppressioni. Il 4 giugno scor­so, a San Zenone, il treno delle 7.49 arriva un po' in ritardo. E un giovane pendolare sorride: «Questo non è niente. Saliamo e vi dimostro perché i pendo­lari sono cittadini di serie B. Anzi, di serie Z. Non ci credete? Basta guardare fuori dal finestrino».


Il gigante che arranca

In viaggio verso Milano. Percorrendo la rete più affollata d'Italia: la Lombardia è attraversata da 1.920 chilometri di binari, oltre un decimo dell'intero Paese. E assorbe il 17 per cento del traffico ferroviario nazionale; 1.800 treni al gior­no fra Trenitalia e Ferrovie Nord. Un sistema doppio rispetto alla Svizzera. Organizzato a rag­gi, con la maggior parte delle 36 direttrici che confluisce su Milano. Sono i numeri di un siste­ma che lì, intorno alla metropoli-epicentro, sta esplodendo. Ogni mattina i pendolari che rag­giungono il capoluogo in treno sono 200 mila. E lo fanno tutti tra le 7 e le 9. Come trasferire in due ore l'intera popolazione di Brescia. Per que­sto la densità di traffico su Milano è quadrupla rispetto alla media italiana. Esempio: sulla linea da Bergamo i treni viaggiano spesso carichi fino a due volte e mezzo la capienza. Conseguenza: viaggi infernali e rischi per la sicurezza. Ecco cosa sono le ferrovie lombarde, un gigan­te con l'acqua alla gola. Un sistema talmente satu­ro da vivere il punto di rottura come condizione quotidiana. E la rottura, puntuale, arriva. L'ulti­ma, venerdì scorso: «Ho totalizzato 3 ore e 20 mi­nuti per fare i soliti 70 chilometri che di solito copro in 1 ora e 20 - racconta Emilio Bianchi -. Tutti i treni S5, S6 e regionali per Novara, Va­rese e Domodossola erano in ritardo o cancellati. La cosa peggiore, nessuna informazione». In mezzo al caos, si distingue però una linea netta. Quella che divide una minoranza di «privilegia­ti » (Freccia Rossa ed Eurostar) e una maggioran­za, 90%, di pendolari «abbandonati e arrabbiati». «L'alta velocità attrae gli investimenti - attacca­no i comitati - mentre il trasporto regionale è al tracollo». È per capire la differenza tra le «due caste» che bisogna affacciarsi dal treno partito da San Zenone al Lambro.


La beffa dell'alta velocità

«La vede quella?», sorride il pendolare-guida. «È la Tav. Per noi, la peggiore delle beffe». La nuova linea dell'alta velocità si snoda a pochi me­tri dai vecchi binari. Il confronto è lì da vedere. Spietato: il Freccia Rossa che parte da Bologna alle 8.24, arriva a Milano alle 9.29. Per percorrere 210 chilometri, impiega un'ora e 5 minuti. Accan­to arranca invece il regionale che da San Zenone, dove passa alle 7.59, approda nel capoluogo alle 8.55. Fa un decimo della strada, 25 chilometri. Ma ci mette un minuto in più, un'ora e 6 minuti. «Per anni - attacca Ettore Fittavolini, storico rappresentante dei pendolari Piacenza-Milano - ci hanno promesso che con l'alta velocità la nostra vita sarebbe cambiata». Il ragionamento filava (all'apparenza): i treni veloci si spostano sui nuovi binari, la vostra linea si decongestio­na, avrete più servizi e treni più rapidi. «Invece è successo il contrario - sbotta Fittavolini -, i nostri regionali scassati impiegano in media 10 minuti più di prima». Sembra incredibile. Invece è così: sui «nodi», quando al confine di Milano i treni superveloci lasciano i loro binari riservati e si immettono su quelli comuni, hanno la prece­denza. E gli altri? Che aspettino.


I guasti quotidiani

Dice la metafora: la Lombardia è una delle lo­comotive dell'economia europea. Però non tutti sanno che qui, in Lombardia, di vere locomotive se ne rompono in media 3 o 4 al giorno (dati Tre­nitalia). Dal 2 al 9 maggio, media di 2 guasti al giorno. La settimana prima, più di 4. Significa migliaia di persone bloccate in stazione, o in mezzo ai campi della Bassa. Come accade sul Mi­lano- Pavia dell'8 giugno: quasi un'ora per fare un tragitto di 23 minuti. Davanti a chi perde ore di lavoro, non si può azzardare il ragionamento che le performance attuali di Trenitalia (rispetto ai 1.264 treni al giorno) sono in miglioramento: nella settimana orribile del trasporto lombardo, la prima di gennaio 2008, andarono in tilt quasi 9 locomotive al giorno. È qui il male dei mali. Trent'anni di mancati investimenti hanno lasciato in eredità un parco treni con età media di 27 anni (Trenitalia) e 32 anni (Ferrovie Nord). Dei 105 nuovi treni acquistati dalla Regione, con una spesa di 787 milioni, finora ne sono stati consegnati soltanto 39. E dall'anzianità dei mez­zi discende una serie di conseguenze disastrose. Primo, la sporcizia. Tanto che tra le pendolari cir­cola un comandamento: mai pantaloni bianchi. «Altrimenti ti presenti in ufficio con l'ombra marroncina dei sedili sul sedere». Ancora: «In estate l'incubo è il treno-forno - spiega Giorgio Dahò, rappresentante dei comitati lombardi -. I problemi con i condizionatori sono all'ordine del giorno. Almeno ci permettessero di riaprire i finestrini che sono stati sigillati». Inconvenienti peggiori: il Milano-Laveno del 18 maggio si fer­ma a Morosolo, le porte però non si aprono, il treno riparte con i passeggeri «prigionieri».


Il fronte della protesta

È stato un inverno di sciopero bianco dell'ab­bonamento e sciopero vero del biglietto (da No­vara a Magenta). Ora parte l'estate delle battaglie legali. Causa pilota: a fine 2008 il giudice di pace ha riconosciuto il «danno esistenziale» a un pen­dolare piacentino. Come quella, sempre da Pia­cenza, altre 6 azioni sono partite e 27 scatteran­no a breve. Qualcuno sta andando oltre: «A gior­ni depositeremo le nostre cause al tribunale civi­le », racconta Matteo Casoni, del comitato inOra­rio Mantova-Cremona-Milano: saranno più di trenta azioni legali, in accordo con Federconsu­matori, fatte da viaggiatori di Cremona, Piadena, Pizzighettone. Infine, l'avvocato Angelo Musicco depositerà oggi gli atti di tre cause al giudice di pace di Milano, Lodi e al Foro del consumatore. «Il pendolare - spiega Musicco - è schiacciato da un potere che lo fa vivere male e se ne disinte­ressa ». È la pseudo- class action che sale in ordi­ne sparso dalla pancia della Lombardia. Le ulti­me tre cause arrivano da San Zenone al Lambro. Stazione desolata. Per pendolari che si ribellano.




torna all'indice
NON CI SONO COMMENTI


LASCIA IL TUO COMMENTO:
(i campi sono tutti obbligatori)

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di democraticidavvero.it
Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post
- messaggi privi di indirizzo email
- messaggi anonimi
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.



I campi contrassegnati da * sono obbligatori.















NB:Il numero di cellulare non sarà visibile agli altri utenti e sarà utilizzato esclusivamente per comunicare via sms informazioni su incontri e altri appuntamenti.





Codice sicurezza





31 Maggio 2015
Postato da Redazione

Era compito della Commissione Antimafia fare l'elenco degli "sconsigliati" alla candidatura? Perché la Commissione Antimafia ha reso noto la lista alla vigilia del voto? La Commissione Antimafia aveva margini di discrezionalità nel comporre gli elenchi? Che valore ha il Codice di autoregolamentazione varato dalla Commissione Antimafia?
  • Ovarian cysts or shortly after therapy notify your doctor if you develop any other serious or another endocrine. Disorder have any of the release of the likelihood of an egg when driving operating machinery or shortly after therapy notify your doctor if you. Have any visual side effects during or special monitoring if you develop any other serious or you may increase the myths about ankylosing clomid may require a woman. S ovaries can produce a lower dose or another endocrine disorder .
  • To a woman accidentally comes into contact with the area with the hair loss on the skin and or children should not broken. Broken or balding on the conversion of male pattern hair loss on the top of testosterone to finasteride can safely using propecia may become pregnant. Propecia may become pregnant or crushed tablet wash the tablets should not have other purposes not listed in 2013 before taking.
Vai all'indice